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Solfeggio | Come imparare subito divertendosi

Solfeggio | Come imparare subito divertendosi

scuola di musica avezzano

Solfeggio | Che cos’è e come imparare facilmente

Che cosa è il solfeggio e come imparare subito a solfeggiare senza annoiarsi

Il solfeggio fino a circa 15 anni fa era la materia più noiosa e odiata dagli studenti sia dei conservatori che delle scuole di musica private, nonché delle istituzioni pubbliche di ogni genere.

Oggi, per fortuna, il solfeggio non è più così temuto e odiato come lo era nel passato.

Cerchiamo di capire insieme qual è il metodo più adatto alle vostre esigenze!

Prima, però, qualche piccola precisazione di carattere teorico.

Che cos’è il solfeggio?

Il solfeggio è di fatto la lettura di uno spartito musicale, per cui è un elemento indispensabile per poter imparare bene a suonare un qualsiasi strumento.

 

Per i meno giovani, è stato certamente un incubo iniziare a suonare uno strumento, proprio perchè fino a 15/20 anni fa c’era “l’obbligo” del solfeggio musicale. Oggi, per fortuna, solfeggiare è diventato particolarmente divertente e gratificante per tutti.

Esistono diversi metodi per imparare a solfeggiare  e cercheremo di capire insieme qual è quello più adatto alle vostre esigenze.

Prima di spiegarvi le diverse tipologie, però, devo necessariamente chiedervi di prestare attenzione ad alcuni concetti semplici ma indispensabili della teoria musicale.

Se volete iniziare a solfeggiare subito vi consiglio, per non annoiarvi eccessivamente, di avere accanto a voi uno strumento musicale che possa produrre delle note (consiglio una batteria…)!

Perché è importante avere accanto a voi uno strumento musicale?

Perché se iniziate subito a suonare o cantare ciò che è scritto sullo spartito, vi renderete subito conto dell’importanza del solfeggio musicale.

 

La prima cosa da capire prima di spiegare il solfeggio, è l’età di chi sta apprendendo.

 

In base all’età potremo già escludere o sposare alcuni metodi di insegnamento.

 

Dividiamo in linea di massima per quattro fasce d’età:

  • Dai 4 ai 6 anni
  • Dagli 7 agli 10 anni
  • Dai 11 anni ai 16
  • Oltre i 15 anni

 

Il solfeggio nell’età prescolare

Nella fascia d’età tra i 4 e i 6 anni, consiglio vivamente tutti i metodi basati sui fumetti, i racconti animati e fortemente interattivi.

Sono quelli che più avvicinano i bimbi che non sanno ancora leggere.

 

Il solfeggio nei primi anni della scuola primaria di primo grado

I bimbi sono già in grado di leggere e libri come “Enigmistica Musicale” potrebbero essere adatti al loro livello di apprendimento, perchè completi sia di animazione che di piccoli quiz e test di verifica del livello di apprendimento.

 

 

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Il solfeggio nella scuola primaria di secondo grado e i primi anni della secondaria

Sicuramente i ragazzi sono già in grado di prendere delle decisioni e di approfondire molti discorsi musicali anche più complessi. Suggerisco due metodi importanti:

1) Nerina Poltronieri – Primo corso

2) Pasquale Bona – Revisione di Soglia e Zauli

Sono due metodi piuttosto datati ma molto efficaci per i ragazzi di quell’età.

 

Il solfeggio per gli adolescenti e gli adulti

Tutti i metodi possono essere utilizzati ma, per iniziare, credo che il Poltronieri e il Bona siano senza dubbio i più completi.

 

Come si esegue il solfeggio

Prima di iniziare a solfeggiare, facciamo una rapida presentazione delle note che andremo a suonare o cantare.

Ho scritto volutamente suonare o cantare perché voglio ribadire nuovamente il concetto che il solfeggio è strettamente legato all’apprendimento dello spartito quindi, saper sorseggiare vuol dire di fatto saper leggere le note scritte su uno spartito.

Iniziamo a vedere i valori delle note musicali.

La nota musicale che utilizziamo più di frequente all’inizio dei nostri solfeggi è la semiminima.

Perché utilizziamo la semiminima?

Perché prima di iniziare una qualsiasi lettura di un brano musicale, dobbiamo stabilire innanzitutto il tempo (la velocità) con il quale noi leggeremo quel determinato brano.

Solitamente prima di iniziare a suonare sorseggiare o cantare un brano, si imposta una velocità che viene comunemente chiamata velocità metronomica.

 

Il solfeggio con il Metronomo

 

Il metronomo che è l’apparecchio che stabilisce la velocità con cui noi eseguiamo un determinato brano musicale, era un tempo un oggetto composto da una cassa di risonanza in legno e una asticella che oscillava ad una determinata velocità da testa a sinistra emettendo un suono preciso e netto.

 

Oggi il metronomo non è quasi più utilizzato poiché è stato sostituito abbondantemente dalle app disponibili gratuitamente su tutti smartphone.

Nonostante la differenza sostanziale nella forma, la sostanza non è cambiata. Il metronomo, seppur digitale, assume allo stesso modo le funzioni del vecchio metronomo meccanico. Sempre cioè a scandire il tempo con il quale noi suoniamo.

 

Il solfeggio | Le note e le pause

 

Tornando ai valori delle note, come abbiamo detto, la prima nota che andremo ad imparare a leggere è la semiminima.

La semiminima è, nella maggior parte dei casi, la nota che scandisce il tempo di esecuzione di un determinato brano.

Naturalmente i valori delle note sono diversi e seconda della loro scrittura cambiano di durata nel corso del tempo.

In questa tabella ho riassunto i valori delle note e le relative pause

 

 

i valori delle note e pause musicali

 

 

Come potete vedere, più il denominatore della frazione è alto, più diminuisce il valore della nota.

Ci tengo tuttavia a precisare che la scrittura in forma di frazione è soltanto una convenzione che ormai viene utilizzata da secoli nonostante, di fatto, l’indicazione che “somiglia” a una frazione ha un significato totalmente diverso ma non è questa la sede per poter approfondire questo discorso.

Comunque, volendo continuare a chiamare le note con le frazioni, vi renderete conto che, Come abbiamo già detto, più il denominatore aumenta, più il valore della nota diminuisce.

Quando si inizia a studiare il solfeggio, uno dei primi esempi che tutti i docenti fanno è quello della pizza al piatto.

 

Il solfeggio spiegato con la pizza al piatto

 

solfeggio divisione valori pizza al piatto

 

Come potete vedere nell’immagine della pizza disegnata, tracciando con una linea che divide esattamente la pizza in due parti uguali (la linea rosa), ottengo due metà per cui ogni parte avrà il valore di un mezzo.

Supponendo che nel mangiare la nostra pizza si aggiungano altre due persone, dovremmo necessariamente tagliare ulteriormente la pizza in quattro parti più piccole (la linea gialla e la linea rosa dividono esattamente in quattro parti uguali).

Ogni singola parte, in questo caso, avrà il valore di un quarto. Continuando a tagliare e aggiungendo posti a tavola, potreste tagliare di nuovo la vostra pizza in altre ulteriori quattro parti (quelle tagliate effettivamente nell’immagine sopra) e avreste tutti spicchi da un ottavo.

 

Quindi, più persone arrivano a cena, meno pizza vi spetterà!!!

 

Tornando al solfeggio, quando vi trovate di fronte ad uno spartito, una volta compresi questi elementi di base, vi consiglio di cercare sul vostro strumento le note esatte da poter suonare in modo da comprendere nella pratica ciò che nella teoria del solfeggio avete già appreso.

 

Per essere concreti, voglio mostrarvi quest’esempio di un famosissimo canone.

Fra Martino campanaro

fra martino campanaro spartito

Come potete vedere dallo spartito, i valori delle note sono da un quarto per cui le note sono tutte semiminime.

Se voi leggeste le note senza pensare alla melodia, tuttavia, fareste un grosso errore.

Per fare ciò, dovrete prima di tutto imparare i valori delle note e in un secondo momento capire quali sono le altezze delle note stesse.

 

 

Poichè sono convinto che ci sia una grande differenza tra la teoria e la pratica e che la tecnologia ci è di grandissimo aiuto nell’apprendimento, ho pensato di regalare a tutti quattro video lezioni gratuite di un corso di teoria musicale nel quale sono illustrati anche i principi base del solfeggio.

 

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Buon divertimento, Stefano Fonzi

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