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Realizzare il proprio studio.

Tutti gli appassionati di musica e amanti della produzione musicale prima o poi decideranno di realizzare un proprio studio di registrazione che sia di buona qualità. Nello studio di registrazione avremo bisogno di accessori e strumentazioni che risultano essere indispensabili per realizzare un buon prodotto musicale.

Il desk o platform.

In qualsiasi home studio, a prescindere dalle dimensioni o dall’utilizzo, la colonna portante è rappresentata dal desk che costituisce la postazione lavoro. È chiaro quindi che si tratti del primo acquisto da fare per il vostro nuovo studio. Comunque, il consiglio è di non esagerare, in quanto qualsiasi tavolo già a vostra disposizione a casa potrebbe andare bene comunque. Non è necessario spendere una fortuna per un desk su misura, a meno che proprio non vogliate farlo.

desk

Una volta sistemato il desk avremo bisogno di un computer, di una DAW (digital audio workstation), di una Interfaccia Audio, di Microfoni e Cuffie, di monitor da studio, di cavi, di aste per microfoni per citare solo alcune componenti.

Un investimento necessario: un computer dalle elevate potenzialità.

Tutti gli studi di registrazione sono quasi per intero digitali quindi il primo acquisto per allestire il vostro dovrà essere un computer. È necessario fare un investimento mirato, cercando quanto di meglio possiate permettervi. Questo perché le DAW odierne sono molto assettate di risorse per i loro processi e per sfruttarne appieno le funzionalità bisogna poter contare su computer dalle alte prestazioni. Al momento uno dei migliori prodotti sul mercato è certamente il Macbook Pro della Apple.

Le “orchestre virtuali”

Molti compositori professionisti e non si avvalgono per la composizione delle loro opere di librerie virtuali di suoni, strumenti ed effetti. Attraverso l’utilizzo di librerie sempre disponibili sul computer migliorerà sia il lavoro che il risultato finale siano essi canzoni, colonne sonore o arrangiamenti. Particolarmente utilizzato sono i softwares: Komplete 12 della Native instruments e  SpitfireBBC Symphony Orchestra.

Digital Audio Workstation (DAW).

Per ciò che riguarda la Digital Audio Workstation (DAW), innanzitutto con tale definizione ci si riferisce al principale software utilizzato per registrare, modificare e mixare musica con il computer. Questi programmi sono stati progettati fin dall’origine per replicare l’aspetto e il “felling” dei mixer analogici, tipici dell’era pre-digitale.  L’approccio visivo è rimasto il medesimo nel corso degli anni, fino a oggi. Pro Tools, è di certo la DAW più famosa, ottima per studi di registrazione di qualsiasi livello, attualmente sul mercato spopola la DAW Avid Pro Tools 12.

L’interfaccia audio.

Una volta scelto il software DAW, il passo successivo sarà l’acquisto di una interfaccia audio attraverso la quale avrete a disposizione le connessioni necessarie per inviare la vostra musica, in ingresso al computer quando registrate e in uscita dal computer nella riproduzione. Oggi le interfacce moderne si sono evolute, incorporando molte altre opzioni. Negli studi professionali, queste funzionalità vengono svolte da dispositivi dedicati esclusivamente alla singola funzione, organizzati all’interno di una rack. Negli home studio invece, le interfacce “tutto-in-uno” rappresentano un ottima soluzione per risparmiare soldi, e ottenere comunque il risultato desiderato. E’ molto utilizzata l’interfaccia Focusrite Scarlett 2i4.

I microfoni.

Un studio non può aver ragione d’essere senza i microfoni. I microfoni siano cambiati pochissimo nel corso degli anni. Molti dei modelli migliori di cinquanta anni fa sono ancora oggi regolarmente utilizzati nell’industria musicale. Tutto ciò non significa che i microfoni rappresentino un argomento “semplice” anzi esattamente l’opposto. Gli studi di registrazione hanno spesso in dotazione decine di microfoni diversi ognuno utilizzato per ottenere un suono diverso da strumenti diversi in diverse situazioni. Si hanno microfoni dinamici come il modello Shure SM57, microfoni condensatore a diaframma largo come il Rode Nt1A, microfoni condensatore a diaframma stretto come il modello AKG P170.

microfono Shure SM57

Le cuffie.

A differenza della maggior parte della strumentazione da studio, le cuffie sono un attrezzo con cui tutti noi abbiamo già una certa familiarità. Per la produzione musicale esistono due specifiche tipologie di cuffie da studio, pensate per svolgere due compiti altrettanto specifici: Cuffie chiuse e cuffie aperte e semi aperte. Le cuffie chiuse invece sono migliori per registrare perché impediscono al suono di uscire dalle tue cuffie, tra le più utilizzate vi sono le Sennheiser hd 600. Le cuffie aperte tendenzialmente sono migliori per mixare perché evitano la risonanza delle frequenze basse all’interno delle cuffie come ad esempio il modello Sennheiser HD280.

I cosiddetti “monitor da studio”.

Nel mondo degli audiofili per monitor da studio si intendono particolari speaker “nearfield“. E se pure a prima vista potrebbero sembrare delle normali casse acustiche in realtà non lo sono affatto. Rispetto alle normali casse acustiche per l’ascolto musicale, le quali vengono settate per accentuare ed evidenziare alcune bande di frequenza, in modo da migliorare l’esperienza di ascolto dell’utente le casse  monitor da studio sono progettate all’opposto per fornire una risposta in frequenza perfettamente “flat”, così che l’ascolto del mix sia quanto più fedele alla realtà, comprese eventuali imperfezioni, che possono così essere individuate e corrette di conseguenza. Negli studi professionali si trovano coppie di monitor anche da oltre diecimila euro. Fortunatamente per noi, esistono comunque ottime opzioni a prezzi molto più abbordabili come il modello KRK Rokit5 G3.

Cavi e connettori.

In uno studio professionale solitamente ci sono centinaia di cavi con dozzine di connettori diversi di cui probabilmente non avete nemmeno mai sentito parlare. In un home studio in fase iniziale ne basteranno tre: un cavo XLR per connettere il microfono alla scheda audio, due cavi XLR per connettere la scheda audio alle monitor da studio come il modello Mogami Silver.

Le bass trap.

Senza eseguire un adeguato trattamento acustico all’ambiente che costituirà il nuovo studio.  Il primo passo in tema di miglioramenti acustici è l’applicazione delle bass trap. Il motivo per cui vanno applicate prima di ogni altro genere di pannelli acustici va ricercato nella loro grande capacità di assorbimento sull’intero spettro di frequenze, e particolarmente sulle basse che sono poi la principale fonte di problemi in qualsiasi studio soprattutto in quelli con superfici ridotte. Ottime bass trap sono le Auralex di LENRD.

I pannelli fono assorbenti.

Anche se non sono in grado di assorbire in maniera efficace le frequenze più basse i pannelli acustici sono l’ideale per le frequenze medio-alte. Sono particolarmente adatti per “domare” le onde stazionarie che tendono a creare problemi soprattutto in ambienti con pareti parallele, nei quali i riflessi sonori vengono continuamente rimbalzati sempre nello stesso punto. Nei classici home studio dove l’ambiente avrà presumibilmente una forma cubica, le onde stazionarie sono un problema annoso e rendono necessaria l’adozione di pannelli acustici per contenerle.

I diffusori del suono.

Il tocco finale per il vostro studio sarà l’aggiunta dei diffusori. La diffusione del suono è una parte importante del piano di trattamento acustico, in quanto aiuta a creare un “ambience” naturale, senza dover eliminare tutti i riverberi propri dell’ambiente. I diffusori agiscono disperdendo l’energia sonora che si genera in un ambiente chiuso così che tutte le frequenze possano spargersi in maniera casuale, invece ripetersi in modo non naturale in alcuni punti. Molto usati sono i diffusori Auralex T’Fusor. Con la strumentazione vista fino a ora, il nostro home studio dovrebbe già essere di discreta qualità.

Nel prossimo articolo parleremo di come realizzare uno studio più professionale con strumenti ancora più qualificanti.

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