Il potere della musica sui bambini e non solo

Nonostante si senta spesso dire che la musica abbia degli effetti benefici la maggior parte delle volte si sottovaluta questo aspetto ritenendo lo studio della musica come semplicemente un hobby, un passatempo.

In realtà la musica stimola parti molto importanti del nostro cervello come le aree che comprendono il senso ritmico e di conseguenza anche quelle della motricità e dei riflessi fisici.Musica per tutte le età

Possono beneficiare di ciò non solo i bambini, ma qualsiasi persona indipendentemente dall’età, ottenendo anche dei considerevoli miglioramenti nell’apprendimento musicale e nel suo svolgimento.

Qualsivoglia difficoltà in questi ultimi due campi nasce dal tipo di mentalità con cui ci si approccia: in particolar modo in età adulta, dove c’è fretta di imparare e spesso si è scoraggiati perché si pensa che sia “troppo tardi” per imparare realmente qualcosa, si possono creare dei veri e proprio blocchi che impediscono la piena comprensione ed il pieno assorbimento delle nozioni.

L’unico modo per poter contrastare queste problematiche è avere tanta passione unita ad una buona dose di entusiasmo.

L’efficacia della disciplina musicale

Multiculturalità e musicaOgnuno di noi nasce con un certo senso del ritmo e della musicalità; l’uso delle ninne nanne da parte dei genitori, sia prima che dopo la nascita, è di fondamentale importanza per far si che si sviluppi un personale livello di linguaggio musicale. Oltre a questo anche l’ascolto di “buona musica” ha un ottimo effetto  nello sviluppo cognitivo e nella crescita dei bambini.

La musica, inoltre, è riconosciuta come un linguaggio universale che potrebbe permettere, se integrata nella vita quotidiana sin da bambini, l’educazione alla multiculturalità.

Bisognerebbe, quindi, far si che il bambino colleghi determinate canzoni o melodie a specifici eventi della sua vita poiché la così detta intelligenza musicale è quella che riesce a rimanere integra per tutta la vita e che si sviluppa più in fretta.

Il libro “Musica Tondo” sviluppa l’argomento in modo approfondito: esso spiega ai genitori, in particolar modo dei  bambini fino a 6 anni, le modalità con cui possono far nascere un legame profondo tra la musica e i propri figli.

Il libro si divide in tre livelli di lettura:

  1. FARE”: Spiega i comportamenti riguardanti la musica da utilizzare per costruire rapporti con familiari e/o educatori;
  2. ASCOLTARE”: In questa parte si esplicano i brani di musica classica e contemporanea da ascoltare in gravidanza o per azioni quotidiane per il bambino (pappa, nanna…);
  3. SAPERE”: la terza ed ultima parte è riservata a chi volesse studiare in modo più approfondito le motivazioni dietro le scelte precedentemente esplicate e quindi andando su un piano più tecnico e teorico.

Tutto ciò ci riporta a quanto effettivamente la musica sia essenziale nella vita di ognuno di noi, soprattutto se inserita sin da subito; la musica è un modo per conoscere, apprendere ed il saper fare musica è importante tanto quanto saper camminare o parlare.

Per uno psicologo inglese essa avrebbe addirittura la stessa importanza della logica matematica.

L'importanza della musicaLa musica diventa strumento fondamentale nell’educazione e nella crescita di un bambino: essa lo aiuta nell’ascolto e nel superamento dell’egocentrismo,  aiuta a comprendere l’importanza della collaborazione e del rispetto;  Questi obiettivi vengono raggiunti con la musica d’insieme che fa si che si creino dei gruppi coesi, composti da membri che hanno tutti in comune un unico obiettivo, quello di creare un’armonia perfetta tra gli strumenti.  Ciò porta all’unione e all’affermazione del rispetto tra i bambini.

Inoltre, durante il primo periodo di sviluppo musicale, i bambini creano una rappresentazione mentale utile a decifrare le immagini evocate dalla Musica. Questa rappresentazione mentale va sotto il nome di “Audiation” un corrispettivo sonoro dell’immaginazione, ed essa è fondamentale  perché costituisce la base di tutti i tipi di pensiero musicale. Senza non si potrebbe aver luogo alcuna crescita musicale.

In questo articolo ho parlato in maniera approfondida dell’ “Audiation” 

Possiamo quindi affermare che i genitori che hanno figli con una propensione alla musica sin dai primi anni di vita, dovrebbero far in modo che questa inclinazione si sviluppi, facendo sì che la musica sviluppi positivamente l’emotività del bambino, andando a contrastare le ansie e creando l’opportunità per il bambino di autodisciplinarsi.

Lo sviluppo cognitivo derivato dalla musica

Per quanto riguarda l’aspetto cognitivo possiamo affermare con certezza che fare musica non ha un “centro”: in realtà le aree del cervello che vengono sollecitate durante questa attività sono molteplici, in entrambi gli emisferi.

Inoltre, viene stimolata la formazione di neuroni e sinapsi che sono fondamentali per lo sviluppo del bambino.

Ancora, la musica aiuta fortemente l’aumento della concentrazione dei soggetti in età scolastica, creando anche una crescita del quoziente intellettivo, dopo circa quattro anni di studio musicale; In particolar modo hanno giovamento soggetti che risultano avere un QI inferiore alla media.

E’, infine, comprovato che essa aiuti nel rilascio dello stress, anche se non si suona o non si canta quotidianamente, migliorando anche la salute fisica oltre che quella mentale.

 

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