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Armonizzazione | Come farla in maniera semplice ma efficace

Armonizzazione | Come farla in maniera semplice ma efficace

Armonizzazione di una melodia

Che cosa vuol dire armonizzazione e come si armonizza un brano.

In questo articolo ti spiegherò come armonizzare un brano in maniera semplice, rapida ed efficace.

L’armonizzazione di un brano è un processo di sviluppo creativo che parte dall’idea melodica.

Prima di iniziare con l’armonizzazione del brano, però, farò uno schema riassuntivo con l’armonizzazione di una scala maggiore e poi vedremo nel dettaglio come armonizzare e perché armonizzare in un certo modo.

L’ARMONIZZAZIONE DI UNA SCALA

ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA MAGGIORE A TRE VOCI

La scala maggiore è armonizzata così come di seguito indicata:

  • I Maggiore
  • II Minore
  • III Minore
  • IV Maggiore
  • V Maggiore
  • VI Minore
  • VII Diminuito

Il numero romano indica la nota della scala e l’indicazione maggiore, minore o diminuito indica la tipologia di accordo.

L’armonizzazione che vi ho mostrato è un’armonizzazione classica a tre voci.

ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA MAGGIORE A QUATTRO VOCI

Se volessimo armonizzare a quattro voci e in maniera più moderna, l’armonizzazione della scala maggiore sarebbe la seguente:

  • I Maj7
  • II m7
  • III m7
  • IV Maj7
  • V 7
  • VI m7
  • VII dim

Le sigle identificano i seguenti accordi:

  • Maj7 indica un accordo maggiore con la settima maggiore (Major 7 dall’inglese);
  • m7 indica un accordo minore con la settima minore (Minor 7 dall’inglese);
  • 7 indica l’accordo che nella musica classica viene chiamato di settima di dominante ed è un accordo maggiore con la settima minore;
  • dim sta per diminuito ed è un accordo diminuito con la settima minore.

Se sei totalmente all’oscuro dell’armonia moderna, sarà un pochino più complesso abituarsi a decifrare le sigle degli accordi ma ti assicuro che nel lungo periodo potrà essere particolarmente utile tale utilizzo.

L’armonizzazione dei brani viene fatta con dei criteri ben precisi e in base alle funzioni di ogni singola nota in riferimento al ruolo che riveste nella tonalità o, per semplicità, nella scala di riferimento.

 

Che cosa vuol dire conoscere esattamente le funzioni di ogni singola nota?

Vuol dire che ogni nota quando viene scritta su un pentagramma ha una funzione specifica e in base alla funzione in oggetto assume un determinato ruolo e una determinata importanza.

Cosa vuol dire armonizzare e come si arriva all’armonizzazione di una nota e di una melodia?

Ogni nota può assumere un ruolo diverso a seconda della posizione che ricopre all’interno di un singolo accordo.

Cosa vuol dire avere una determinata posizione all’interno di un accordo?

Parlo di accordo quando suono insieme più note diverse, per poterlo realizzare ho bisogno di almeno tre note che suonano simultaneamente.

Gli accordi, che come abbiamo già detto diverse volte sono di varie tipologie, vengono collocati in maniera precisa all’interno di una scala e quindi di una stessa tonalità.

Per poter armonizzare un brano, quindi, dobbiamo innanzitutto saper armonizzare una scala.

Partiamo dall’armonizzazione di una scala maggiore.

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ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA DI DO MAGGIORE

Le note di una scala vengono classificate e indicate con i numeri romani per cui avremo i gradi dal primo al settimo grado.

Ogni nota ha un nome preciso e una funzione ben precisa all’interno della gerarchia della scala. Guardiamo di seguito qual è il ruolo e il nome di ogni singola nota:

  • I Grado – Tonica
  • II Grado – Sopratonica
  • III Grado – Modale o mediante
  • IV Grado – Sottodominante
  • V Grado – Dominante
  • VI Grado – Sopradominante
  • VII Grado – Sensibile

Il primo grado e il quinto grado sono considerati i più importanti nell’ambito della tonalità.

Tonica“, per quanto riguarda il primo grado, perchè ci dice la tonalità è dominante, per quanto riguarda il quinto grado, poichè domina la tonalità.

Da notare che il secondo grado il quarto grado e il sesto grado prendono proprio il nome dal primo grado e dal quinto grado.

Al contrario, il terzo grado e il settimo grado, hanno dei nomi autonomi e svolgono una funzione altrettanto importante che adesso andremo a vedere.

Il terzo grado, modale, prende questo nome proprio perché è il grado che caratterizza se la scala è maggiore o minore per cui dà il modo alla scala.

In effetti, se analizzare la scala di do maggiore e di do minore vi renderete conto che nella scala di do maggiore il mi è naturale mentre in quella di do minore il bemolle.

L’altro grado importante nella costruzione e nella fase di armonizzazione di una melodia è il settimo grado, detto sensibile.

La sensibile ha un ruolo determinante nella creazione armonica di un brano. Per definizione la sensibile sale sempre verso la tonica.

Che cosa vuol dire che la sensibile sale sempre verso la tonica?

Vuol dire che, essendo la sensibile una nota fortemente instabile, (per una serie di leggi sugli armonici sviluppati da ogni singola nota), la sensibile tenderà sempre a risolvere sulla tonica.

 

Le funzioni di ogni singola nota

Vuol dire che se io considero (ad esempio) il do come primo grado della scala di do esso ha la funzione di tonica e quindi è la prima nota dell’accordo di do maggiore (o Do Maj7).

Se, ad esempio, considerassi lo stesso do come quinto grado della tonalità di fa, l’accordo che io andrei a costruire sarebbe un accordo di Do 7 e non più l’accordo di Do Maj7.

Questo avviene quando considero il Do come prima nota di un accordo ma il do, ad esempio, potrebbe essere anche la terza nota dell’accordo di La minore e quindi, se pensassi all’utilizzo del Do nell’ambito di una melodia, lo stesso Do assumerebbe due funzioni totalmente diverse.

E se il do fosse la sensibile della tonalità di re bemolle maggiore? Assumerebbe un ruolo ancora diverso…

Quindi, come dicevo, è fondamentale capire la funzione della nota nell’ambito di una determinata melodia. Per fare ciò ho pensato di armonizzare un brano molto semplice e famoso: Fra’ Martino Campanaro.

Prima di analizzare il brano, qualora volessi approfondire le scale musicali, potrai leggere il mio articolo di approfondimento sulle scale musicali.

 

ANALISI DI UN BRANO

Fra’ Martino Campanaro

fra martino campanaro spartito

Nella tradizione il brano di fra’ Martino campanaro è un canone ed è strutturato, nella tonalità che vedete nell’immagine, soltanto sull’accordo di do maggiore.

Tuttavia posso decidere di armonizzare la melodia di fra Martino campanaro in moltissimi modi.

Due ipotesi di armonizzazione

Ti spiegherò quali potrebbero essere le soluzioni più semplici o, quanto meno, tra le più immediate.

Utilizzo del Do come Terza dell’Accordo

Se considerassimo le prime quattro note del brano non più come la tonica della tonalità di do maggiore ma considerassimo il do come il terzo grado dell’accordo di la minore, ti renderesti subito conto di come la me lo dia data di fatto diventa subito un brano diverso con un carattere completamente diverso da quello che siamo abituati ad ascoltare.

Se nella seconda battuta dell’esempio, anziché considerare il do (nota principale della melodia), lo considerassimo il quinto grado dell’accordo di fa, ti renderesti conto di come ancora una volta anche la seconda battuta sia completamente diversa da quello che noi siamo abituati a sentire.

Questo esempio di armonizzazione di una melodia è molto semplice ma vi consente allo stesso tempo di creare una grande differenziazione rispetto a quella che è la melodia originale.

Perché ho considerato il do come nota principale?

Perché osservando la melodia voi stessi vi rendete conto di come il re all’interno della battuta sia solo una nota di passaggio che non ha alcuna funzione armonica mentre le funzioni armoniche le rivestono il do e il mi in entrambe le battute. Naturalmente, se volessimo, potremmo dare una funzione armonica ben precisa anche al Re, ma in questo caso per noi sarebbe troppo complesso.

Utilizzo del Do come Quinta dell’Accordo

Prova ad immaginare di considerare il do e il mi della prima battuta come se fossero rispettivamente il quinto e il settimo grado dell’accordo di fa maggiore con la settima maggiore (Fa Maj7).

La sonorità è completamente diversa rispetto a quella precedente e risulta essere molto più “moderna e aperta”.

Lo sarebbe ancora di più se nella seconda battuta considerassimo il do e il come se fossero rispettivamente il settimo e il nono grado dell’accordo di re minore (Rem 9).

Partendo da questi principi puoi immaginare quanto sia interessante e creativo armonizzare una qualsiasi melodia.

 

ARMONIZZAZIONE DI UNA SCALA MINORE

Discorso ben diverso quando si parla dell’armonizzazione di una scala minore.

L’armonizzazione di una scala minore viene effettuata sulla scala minore armonica quella che ha il settimo grado aumentato di un semitono rispetto alla scala minore naturale.

Ho già parlato ampiamente delle scale maggiori e minori nell’articolo dove parlo solo delle scale musicali.

ARMONIZZAZIONE DI UNA SCALA MINORE A TRE VOCI

L’armonizzazione della scala minore a tre voci sarà la seguente:

  • I Grado – Minore
  • II Grado – Diminuito
  • III Grado – Aumentato
  • IV Grado – Minore
  • V Grado – Maggiore
  • VI Grado – Maggiore
  • VII Grado – Diminuito

ARMONIZZAZIONE DI UNA SCALA MINORE A QUATTRO VOCI

L’armonizzazione della scala minore a quattro voci sarà invece la seguente:

  • I Grado – m (Maj7)
  • II Grado – dim
  • III Grado – Maj7 (#5)
  • IV Grado – m7
  • V Grado – 7
  • VI Grado – Maj 7
  • VII Grado – dim

La notazione #5 (diesis cinque) rappresenta un accordo con la quinta aumentata e la settima minore.

Poiché nelle scale minori l’utilizzo delle sigle è più complesso rispetto a quello delle scale maggiori, vi riporto l’esempio di armonizzazione a quattro voci della scala di la minore:

  • Lam (Maj7)
  • Sim 7 (b5)
  • Do Maj 7 (#5)
  • Rem 7
  • Mi 7
  • Fa Maj7
  • Sol# dim

 

Armonia Musicale | Video Corso

Se vuoi approfondire e conoscere meglio il fantastico mondo della musica, ti consiglio di leggere anche questi articoli in cui parlo di arrangiamento, voicing, giro armonico e come scrivere una canzone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stefano Fonzi | Compositore, Arrangiatore e Direttore D’Orchestra

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