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Il più grande chitarrista di tutti i tempi.

Nato a Seattle, stato di Washington, nel 1942 Jimi Hendrix è senza alcun dubbio uno dei più grandi chitarristi rock. E’ stato il più grande chitarrista di tutti i tempi, ed è al primo posto della lista dei 100 migliori chitarristi, secondo Rolling Stone, precedendo Eric Clapton e Jimmy Page.

Ha trasformato il modo di suonare la chitarra.

Hendrix cantante e chitarrista ha saputo osare e sperimentare con la sua chitarra ed attraverso l’utilizzo di effetti elettronici e nuove tecniche manuali ha trasformato per sempre il modo di suonare la chitarra. È il genio della chitarra rock che ha influenzato ed influenza, ancora oggi, i chitarristi di tutto il mondo.

HENDRIX DISEGNO

Gli esordi.

Nei primi anni sessanta comincia a farsi notare professionalmente suonando con la band di Little Richard e con altre formazioni e Fondamentale fu poi la conoscenza con Frank Zappa, chitarrista, compositore e polistrumentista considerato uno dei più grandi geni della musica pop del XX secolo. Frank Zappa fece conoscere a Jimi Hendrix le prospettive di un effetto per chitarra destinato a diventare famoso: il wah wah.

The Jimi Hendrix Experience.

Trasferitosi però a Londra, nel 1966 fonda il gruppo The Jimi Hendrix Experience, insieme a Noel Redding, bassista e chitarrista inglese e il batterista Mitch Mitchell. Le visionarie bordate sonore di Hendrix, sostenute dal drumming furioso di Mitchell e dalle linee essenziali del basso di Redding, crearono enorme impressione nel mondo musicale londinese, dando vita a un passaggio di voce senza precedenti tra gli artisti e i gruppi che animavano la scena del periodo. La selvaggia attitudine live del chitarrista lasciò allibiti anche strumentisti affermati come Eric Clapton e Jeff Beck.

Tre dischi in due anni.

I tre esuberanti artisti ottennero subito un grande successo internazionale grazie al genio di Hendrix, al suo saper mescolare le atmosfere blues con quelle rock psichedeliche.  Nel giro di tre anni furono pubblicati tre album: Are you experienced?  del 1967, Axis: bold as love ed Electric ladyland del 1968.

Electric Ladyland.

Electric ladyland, il suo album più riuscito e che influenzò a livello internazionale tutti i chitarristi, nonostante sia ricordato come il vero capolavoro di Hendrix, ebbe una lavorazione molto difficile.  Le sedute di registrazione, divise tra gli Olympic Studios di Londra e Record Plant a New York, erano continuamente interrotte dalle incombenze delle date del tour. Hendrix era spesso frustrato e il suo perfezionismo e la sua fascinazione per la sperimentazione sonora finirono per allontanare anche i collaboratori più fidati.

Una vera rivoluzione.

Jimi ha alle spalle una durissima gavetta nei circuiti minori dell’America segregata nei primi anni ’60. In quegli anni sulla scena di Londra ci sono chitarristi come Eric Clapton, Jeff Beck, Jimmy Page, Pete Townshend, per non dire poi dei Beatles e dei Rolling Stones: tutti rimangono sconvolti dalla sua apparizione, perché semplicemente nessuno prima aveva suonato la chitarra in quel modo.

The Band of Gypsys.

Ma proprio al culmine del loro successo e dopo appena due anni il trio si sciolse poiché Hendrix, già da tempo vittima delle droghe, aveva necessità di avviare nuovi e stimolanti progetti. Nacque così una nuova formazione, The Band of Gypsys, con Buddy Miles, batterista, compositore e cantante statunitense e con il bassista Billy Cox.

Il Film: Rainbow bridge.

Il chitarrista rock per eccellenza prima di partecipare al celeberrimo festival di Woodstock, durante il quale diede una originale reinterpretazione dell’inno nazionale statunitense, The star – spangled banner, ebbe il tempo anche di essere il protagonista di un film: Rainbow bridge. Il film fu principalmente finanziato dal manager di Hendrix, Mike Jeffery. La trama del film tratta della “rinascita spirituale” della protagonista Pat Hartley avvenuta a causa di una visita al centro di meditazione planetario “Rainbow Bridge” situato sull’isola di Maui, dove, in contemporanea Jimi Hendrix sta tenendo un concerto durante un esperimento di meditazione di massa denominato “Rainbow Bridge Vibratory Color/Sound Experiment”.

La partecipazione al festival di Woodstock.

La partecipazione al festival di Woodstock del 1969 lo fece diventare il simbolo stesso del festival. Al chitarrista era affidata la chiusura del festival, una due giorni estenuante ed alla fine si esibì all’alba davanti a “soli” duecentomila spettatori dei cinquecentomila presenti il giorno precedente. In quella straordinaria esibizione, come accennato prima, Hendrix imbracciò la sua chitarra anche per suonare e trasfigurare letteralmente il tema di The Star-Spangled Banner, inno degli Stati Uniti d’America: Hendrix si accanì sul tema dell’inno in maniera selvaggia, intervallandolo con feroci simulazioni sonore dei bombardamenti e dei mitragliamenti sui villaggi del Vietnam, sirene di contraerea e altri rumori di battaglia, il tutto avvalendosi della sua sola chitarra.

https://www.youtube.com/watch?v=TKAwPA14Ni4

Hendrix porta la musica nel futuro.

Partendo dal blues e dalla musica nera, Hendrix, grazie ad una tecnica mostruosa, porta prima lo strumento e poi la musica nel futuro. Trasforma in musica effetti sonori che prima di lui erano considerati rumore, cambia il concetto stesso di amplificazione, espande in modo rivoluzionario, attraverso l’uso dei pedali, le possibilità espressive della chitarra. Da appassionato cultore della fantascienza, immagina nuovi mondi e gli dà un suono destinato a rimanere nel tempo, al di là di ogni etichetta di genere.

Al di là di ogni etichetta di genere si pone anche un altro grande chitarrista Carlos Santana che però fonde le sonorità etniche con il rock.

Alla ricerca di nuove sonorità.

La verità è che, nonostante il successo, Hendrix era stanco di essere in balia del business, desiderava cercare strade nuove, si stava avvicinando al jazz, progettava persino un disco con Miles Davis e Gil Evans, suoi dichiarati ammiratori.

Gli Electric Lady Studios.

Dopo una breve parentesi con la Band of Gypsys, comprendente come elementi di supporto Billy Cox, bassista e il batterista Buddy Miles: nell’agosto del 1970, finalmente apre al Village di New York, gli Electric Lady Studios i suoi studi registrazione, il sogno della vita. Gli studi vennero progettati dall’architetto e tecnico del suono John Storyk secondo le richieste di Hendrix, già dal 1968. L’inaugurazione ebbe luogo il 26 agosto 1970 e venne celebrata con una corposa jam-session da cui prese forma quello che sarebbe stato l’ultimo brano registrato da Hendrix, Belly Button Window.

https://www.youtube.com/watch?v=GJw0Pxv9G14

Il feedback diventa un’arte.

Con il suo strumento, Hendrix ha compiuto una rivoluzione grazie alle innovazioni apportate al modo di suonare la sei corde. Con Hendrix, il feedback diventa un’arte, non più un fastidioso difetto, la distorsione, spinta ai massimi limiti, è potenza e delicatezza al contempo, le linee melodiche e armoniche della chitarra elettrica si intrecciano e si fondono con naturalezza e perfezione come mai in precedenza.

La sua chitarra Fender Stratocaster.

La chitarra elettrica associata ad Hendrix – nell’immaginario collettivo – è senza dubbio la Fender Stratocaster. I colori più ricorrenti tra i suoi modelli erano l’olimpic white, il nero ed il classico sunburst, le cui sfumature virano dal nero al tabacco. La Stratocaster data alle fiamme al Monterey Pop Festival, originalmente rosso fiesta red, era stata dipinta di sua mano con motivi psichedelici. Tutte le sue chitarre erano modelli di serie, acquistati in comuni negozi ed autonomamente modificate. 

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Guitar Hero della storia del Rock.

Il chitarrista è un ciclone che attraversa la scena del rock, è allo stesso tempo un eccellente chitarrista ritmico e un grande solista – precursore di tanti “guitar hero” della storia del rock. Are You Experienced è Un album che ha avuto un’importanza storica come pochi altri, e ci ha lasciato una manciata di perle che oggi possono essere catalogate come classici del rock, “standard” per dirla col linguaggio del jazz.

L’album Are You Experienced? 

L’album Are You Experienced? è una pietra miliare per tutti i chitarristi, un disco che ha gettato le basi per buona parte del rock fino ai giorni nostri. E’ sufficiente ricordare alcuni brani come “Hey Joe”, nel quale trasforma una banale cover in storia del rock, con quell’intro di chitarra sulla pentatonica di Mi.
In particolare dall’accordo di settima minore con la terza diminuita, non a caso diventato celebre nel rock come l’accordo à-la Hendrix.

https://www.youtube.com/watch?v=5eJz0kdOrLw

I Brani più importanti.

Tra i brani più significativi dell’album Are You Experienced? ci sono: “Fire“, un brano a mille all’ora, decisamente anticipatore di molti sviluppi della musica rock, con la batteria che quasi duetta con il giro iniziale di chitarra;

The Wind Cries Mary” è una dolcissima e malinconica ballata elettrica; “Manic Depression“, con l’incipit su una scala cromatica inframezzata da una pausa e un tempo in 9/8, una sorta di valzer diabolico, presenta un assolo che lascia trasparire tutta la rabbia esplosiva di Hendrix, uno dei più devastanti dell’album.

La tecnica reverse guitar.

Nella produzione discografica Are You Experienced? è presente un altro dei marchi di fabbrica di Hendrix, l’utilizzo della reverse guitar, tecnica di studio che sarà poi utilizzatissima in futuro e della quale il Nostro è stato uno dei primi e, comunque, uno dei migliori, sperimentatori.

Gli album postumi.

Dopo la morte di Jimi Hendrix sono stati pubblicati molti dischi contenenti numerose registrazioni inedite, che hanno contribuito in modo determinante a a costruirne il mito; tra di essi si ricordano: The cry of love (1971), South Saturn delta (1997), First rays of the new rising sun (1997), Live at Woodstock (1999) e il più recente Valley of Neptune, edito nel 2010.


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