Eric Clapton, è un chitarrista e cantautore tra i più apprezzati e famosi a livello mondiale tanto da meritarsi il soprannome di “God”- Dio.

 Eric Clapton

L’amore per la chitarra sin da giovanissimo.

Nato nel 1945, il chitarrista trascorre una infanzia difficile, sua mamma appena sedicenne, ben presto lo lasciò crescere dalla nonna. Subito appassionato di musica, già a tredici anni, chiese come regalo di compleanno una chitarra acustica “Hoyer”. Da quel momento cominciò a studiare lo strumento per molte ore al giorno cercando di imparare gli accordi e i giri Blues. Quel tipo di genere musicale lo influenzò per tutta la sua lunga carriera. Eric era un bambino introverso e timido ma, allo stesso tempo, molto determinato a portare avanti la sua passione per la musica.

Le prime esibizioni dal vivo.

Come succede a tanti musicisti Eric cominciò ad esibirsi per strada fino a quando, nel 1966, suona la chitarra a Londra durante un concerto della band Bluesbreakers di John Mayall. Nel mondo della musica londinese si comincia ad apprezzare la dote artistica di Clapton e partecipa ai primi lavori discografici di Frank Zappa compositore, chitarrista, cantante e polistrumentista statunitense, suonando la chitarra e come vocalist.

Il primo album da solista.

Nel 1970 Clapton pubblica, dopo vari passaggi in parecchie band londinesi. Il suo primo lavoro discografico come solista esce il primo album solista di Clapton, con versioni inedite di After Midnight e Blues Power. Soprannominato «Slowhand», il chitarrista,  è  stato inserito al secondo posto della classifica dei cento più grandi chitarristi di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone e al quarto posto della classifica dei migliori cinquanta chitarristi di tutti i tempi per Gibson. Sempre in quegli anni Eric forma i Derek & The Dominos assieme ad un altro grande chitarrista elettrico, Duane Allman.

561 Ocean Boulevard.

Nel 1974 con l’album 561 Ocean Boulevard, riesce ad affermarsi come chitarrista di successo grazie alla formula vincente un pò blues, ballads e laid-back, con elegantissimi interventi di chitarra. E questa formula così ammaliante lo porterà ad una carriera brillante che dura ormai da oltre quaranta anni. Soprannominato Slowhand (mano lenta), la sua musica, sintesi di un travagliato percorso artistico ed esistenziale, incanterà generazioni di musicisti e milioni di persone con pezzi come “Sunshine of Your Love“, “Wonderful Tonight” e “Tears in Heaven“, divenuti veri e propri inni per generazioni di fan.

L’omaggio a Jimi Hendrix.

Pubblica, nel 1976, il disco “Layla and Other Assorted Love Songs”. Il brano Layla che contiene un intensissimo riff di apertura, è una delle canzoni più celebri di Clapton insieme alla successiva Cocaine scritta da J.J. Cale. Per un lungo periodo, durante i concerti con la sua band Clapton decide di aprire l’esibizione con il brano Little Wing di Jimi Hendrix. Il chitarrista, infatti, fu  molto colpito dalla scomparsa improvvisa  di Jimi Hendrix, per il quale nutriva una grandissima ammirazione.

L’icona del blues.

Come Hendrix, Clapton è un chitarrista leggendario, un uomo tormentato, un’icona. La sua vita, un’altalena che oscilla tra la passione creativa e la lotta autodistruttiva contro dèmoni privati. il chitarrista ha spaziato attraverso diversi stili musicali, dal rock psichedelico al blues di matrice tradizionale, dal pop rock all’hard rock, dal reggae al folk rock.

Le incredibili esibizioni dal vivo.

La forza del successo di Clapton è data dal suo grande carisma durante le esibizioni live. Lo ricordiamo in una incredibile esibizione nel 1988 con i Dire Straits al concerto tributo in occasione dei settanta anni del leader sudafricano Nelson Mandela. In quegli anni di lunghe tournè spesso coinvolge, nelle esibizioni, amici del calibro di Mark Knopfler ed Elton John.

Lo struggente brano Tears in Heaven.

Colpito pesantemente dalla scomparsa prematura del figlio di soli 4 anni, scrive una struggente canzone dal tocco blues Tears in Heaven, che ottiene negli anni un successo straordinario. Il brano viene inserito anche nella colonna sonora del film Rush del 1992 suonata con la chitarra elettrica.

Lo straordinario successo di “Unplugged”.

Successivamente Tears in Heaven diverrà uno dei brani più riusciti nel programma “Unplugged di MTV”. Unplugged è uno spettacolo imponente, dove anche numeri a prima vista improponibili in versioni acustiche, escono rivitalizzati e vestiti a nuovo, uno per tutti Layla: famosissima per molti anni nella sua prima versione, Layla diventa altrettanto famosa in questa inedita veste, uno swing dolente e felpato.

Una pioggia di premi.

Il chitarrista sull’onda emotiva di quei momenti compose anche altri brani di successo come: My father’s eyes e Circus has left town .  Il disco tratto dalla trasmissione diventa un best e un long seller, che ottiene il disco d’oro in USA, in quanto viene certificata la quota di 10 milioni di copie vendute, che determineranno la vittoria di ben sei Grammy, oltre all’attribuzione di numerosi altri premi.  

Il ritorno al Blues.

Il grande riscontro del progetto “Unplugged” riporta subito Clapton ad un successo planetario e torna anche la stima della critica nei confronti del chitarrista.  Colpito egli stesso dall’inatteso trionfo mondiale per il suo nuovo lavoro in studio, decide di tornare alle proprie radici musicali: il 13 settembre 1994 esce From the Cradle  un album cover blues nato come omaggio ai maestri afroamericani del secondo dopoguerra ovvero le principali fonti d’ispirazione fin dagli inizi del suo percorso di musicista. Ha spesso collaborato con il famoso batterista Steve Gadd.

I tour con Zucchero Fornaciari.

Agli inizi del 1989 comincia a collaborare con il cantante italiano Zucchero Fornaciari, conosciuto qualche tempo prima. Il chitarrista incide l’assolo di A Wonderful World, contenuta all’interno dell’album Oro, incenso e birra e successivamente riproposta nella raccolta Zucchero del 1990. Il bluesman reggiano apre poi ventotto concerti della tournée europea di Clapton, di cui dodici alla Royal Albert Hall di Londra, facendoli coincidere con la parte centrale dell’Oro, Incenso e Birra Tour del 1990. I due artisti tornano a collaborare nel 2004 con il concerto-evento alla Royal Albert Hall di Londra in occasione dell’inizio dello Zu & Co. Tour.

Concert Celebration per Bob Dylan.

Sempre di quegli anni è il brano It’s Probably Me, nata dalla collaborazione con un altro grande artista: Sting. Nel 1992 prende parte al concerto tributo per il trentennale dell’esordio discografico di Bob Dylan, meglio noto come The 30th Anniversary Concert Celebration, insieme a famosi colleghi come Neil Young,Tom Petty, Lou Reed, Kris Kristofferson e numerosi altri, tutti impegnati ad eseguire varie celebri composizioni del cantautore statunitense.

Eccellenza della musica.

Per l’evento Slowhand si cimenta nella sua versione di Don’t Think Twice It’s All Right. Grazie alla vittoria di diciassette Grammy Award e il Brit Award per il suo eccezionale contributo al mondo musicale, nel 2004 è stato anche insignito del titolo CBE – Commander of the Most Excellent Order of the British Empire- a Buckingham Palace per i suoi servizi resi alla musica.

L’evento di beneficenza con l’amico Pino Daniele.

Clapton torna spesso in Italia e nell’estate del 2011 tiene, insieme al suo amico Pino Daniele, un evento di beneficenza nello stadio di Cava de’ Tirreni di fronte a oltre ventimila spettatori in delirio per la performance dei due straordinari musicisti. I due artisti si esibiscono sullo stesso palco dividendo sessioni, canzoni e band.
L’evento, intitolato “Concert For Open Onlus -­ In Aid Of Children”, era stato organizzato per raccogliere i fondi per l’acquisto di una macchina per la tac per il centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli.

Wynton Marsalis & Eric Clapton Play the Blues.

Sempre nello stesso anno viene pubblicato l’album live Wynton Marsalis & Eric Clapton Play the Blues, registrazione di un concerto tenutosi nell’aprile dello stesso anno al Rose Theatre di New York, frutto di una felice collaborazione con il virtuoso trombettista Wynton Marsalis. Con l’accompagnamento di una vera e propria big band jazz, i due musicisti esplorano le radici del blues, interpretando soprattutto brani tradizionali, come Just a Closer Walk with Thee, ma anche il classico di Clapton, Layla in una nuova e bellissima veste.

Sempre nello stesso anno viene pubblicato l’album live Wynton Marsalis & Eric Clapton Play the Blues, registrazione di un concerto tenutosi nell’aprile dello stesso anno al Rose Theatre di New York, frutto di una felice collaborazione con il virtuoso trombettista Wynton Marsalis. Con l’accompagnamento di una vera e propria big band jazz, i due musicisti esplorano le radici del blues, interpretando soprattutto brani tradizionali, come Just a Closer Walk with Thee, ma anche il classico di Clapton, Layla in una nuova e bellissima veste.

L’album Old Sock.

L’album Old Sock“, del 2013, contiene due canzoni inedite : Gotta Get Over e Every Little Thing, ed una collezione di brani tra i preferiti da Clapton. Da Leadbelly a J.J. Cale; Peter Tosh a George Gershwin; Hank Snow a Gary Moore e Taj Mahal, questo album è una celebrazione dei tanti che hanno ispirato la ricca vita musicale di Clapton. Esplora standard romantici degli anni trenta, reggae, soul, rock . Particolarmente interessante è il cameo con Paul Mc Cartney.

Hyde park festival.

Nonostante seri problemi di salute, “slowhand” non riesce a smettere di suonare a ancora, nel 2018, gira in tour negli States ed in Europa, partecipa al Hyde Park festival a Londra con Carlos Santana, Zucchero e tanti altri ospiti.

Il primo album di canzoni natalizie: Happy Xmas.

Sempre nel 2018 pubblica il suo primo album di canzoni natalizie intitolato Happy Xmas. Soltanto la recente pandemia globale riesce a fermare “the God” ma non la sua vena creativa infatti pubblica, nel 2020 un singolo “stand and deliver” scritto da Van Morrison, cantautore nord irlandese.

https://www.youtube.com/watch?v=WUGgRSXXzBA

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