Non si può scrivere il nome del batterista e compositore Ringo Starr senza pensare ai Beatles, gruppo famoso in tutto il mondo che negli anni sessanta rivoluzionò il modo di fare musica.

Gli anni con i Beatles.

Ringo Starr oltre ad essere un eccellente batterista ha composto per la band di Liverpool anche alcune canzoni tra le quali sono da Don’t Pass Me By e Octopus’s Garden. E’ rinomato per la sua precisione nel suonare la batteria e per il suo modo innovativo e particolare di approcciarsi allo strumento. Nel 1962 il manager dei Beatles Brian Epstein ingaggiò Ringo Starr come batterista e  lo stile e la personalità di Ringo si adattarono in breve tempo al nuovo gruppo e lo resero più  unito per quasi un decennio. Nel 1970, mentre il gruppo di Liverpool si avviava allo scioglimento, apparve in molti dischi di suoi colleghi come John Lennon e George Harrison.  La scalata al successo e alle classifiche di vendita iniziò però solo con i singoli It Don’t Come Easy  del 1971 e con Back Off Boogaloo del 1972.

La carriera da solista.

Alla fine del 1973 Starr arriva in testa alla classifica americana con l’album Ringo, forte di due primi posti a 45 giri con Photograph  e nel 1974 con You’re Sixteen.  L’album rappresenta il suo successo più importante sotto il profilo sia artistico sia commerciale. È stato registrato con la partecipazione, tra gli altri, di John Lennon, Paul McCartney e George Harrison che hanno composto rispettivamente le canzoni I’m the Greatest , Six O’ Clock e Sunshine Life for Me. Il prodotto finale piace ai fans e viene lodato dai critici che ne apprezzano la freschezza creativa, le sonorità pop e le canzoncine kitsch.

Goodnight Vienna.

Il momento favorevole continua con l’album Goodnight Vienna  del1974 , che porta a Starr due altri successi importanti: l’interpretazione di Only You l’intramontabile brano dei Platters e No No Song. Goodnight Vienna venderà moltissimo anche se non conferma la qualità musicale del precedente. Dal grigiore artistico dell’album emerge la canzone omonima composta da John Lennon, Snookeroo scritta dalla coppia Elton John e Bernie TaupinNo No Song di Hoyt Axton. Nel 1981 Starr pubblica Stop and Smell the Roses, realizzato con diversi produttori ed inciso in vari studi di registrazione. È il suo album migliore da anni e gli procura l’ultimo ingresso in classifica con la canzone Wrack My Brain, scritta e prodotta da George Harrison.

I magnifici anni novanta.

Gli anni novanta sono stati molto stimolanti per Starr, come hanno dimostrato All-Starr Band del 1990 e Live from Montreux del 1993, due album live in cui sono stati ospiti della All-Starr Band membri degli Eagles, dei The Band, NilsLofgren, Dr. John e tanti altri. Il ritorno in studio si è avuto con Time Takes Time nel 1992, un buon lavoro prodotto da Don Was con special guest varie tra cui le più sorprendenti sono state quelle dei Jellyfish e dei Posies.

Ritorno al passato.

Le luci della ribalta si sono poi riaccese su di lui in occasione del lancio del progetto Anthology dei Beatles tra il 1995 ed il 1996 che, nonostante le critiche controverse, ha consolidato ulteriormente il mito del più famoso gruppo musicale del Novecento. Nell’album Ringo Starr ha fatto i conti col passato incidendo una nuova versione di Love Me Do, unico brano dei Beatles, insieme ad alcuni famosi brani del celebre White album in cui Ringo se ne andò a causa dei litigi e venne sostituito da Paul McCartney, per poi tornare dopo due settimane, in cui – nell’incisione originale – non compariva ufficialmente alla batteria. 

Dear Santa…..

I Wanna Be Santa Claus, pubblicato nel 1999, è invece una raccolta di standard natalizi, in cui Starr ha riproposto la vecchia incisione dei Beatles Christmas Time Is Here Again ed altri classici. Due le canzoni nuove da lui composte, la title-track e Dear Santa.

L’antologia dei Beatles.

Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, l’antologia 1 dei Beatles, che raccoglie tutti i singoli “numero uno” ha raggiunto i primi posti delle classifiche di tutto il mondo, regalando anche a Ringo Starr un rinnovato momento di popolarità. Il batterista ha continuato, nel frattempo, ad esibirsi regolarmente dal vivo con la sua All-Starr Band, il cui organico si è rinnovato annualmente. I momenti migliori dei concerti sono stati poi raccolti nel cofanetto The Anthology… So Far del 2001, uscito per celebrare il decimo anniversario della formazione.

Concert for George.

Nel novembre del 2002 partecipa da protagonista al “Concert for George” ad un anno esatto dalla scomparsa di Harrison. Nella primavera del 2003 Starr ha quindi pubblicato l’album Ringo Rama, a cui tra gli ospiti hanno partecipato Eric ClaptonDavid Gilmour e Willie Nelson, il singolo di successo e Never Without You, dedicata a George Harrison. Successivamente è uscito Choose Love nel 2005. Del 2010 è Y Not, nuovo album di inediti, pubblicato il 12 gennaio dall’etichetta discografica Universal. Il disco contiene una traccia in cui Starr collabora con Paul McCartney, la canzone Walk with You.

What’s My Name.

Nell’autunno del 2019 esce il suo ventesimo album da solista What’s My Name, anticipato dall’omonimo singolo uscito il 14 Settembre 2019. La traccia numero 3, Grow Old with Me è una cover della canzone di John Lennon, contenuta nell’album postumo Milk and Honey e vede insieme a collaborare ancora una volta Ringo con Paul McCartney.

Una eccellente tecnica di esecuzione.

A livello tecnico si notano immediatamente la personale tecnica nell’uso della mano dominante che era molto veloce e dotata di grande resistenza e la seduta assai elevata. I suoi fill erano insoliti e fantasiosi infatti, la loro originalità era aumentata dal fatto che suonasse da mancino una batteria per destri. In generale suonava in maniera estremamente melodica, diventando spesso peculiare per la canzone, al punto che ascoltando certi brani è possibile individuarli anche solo ascoltandone la batteria.

Un modo tutto nuovo di suonare la batteria.

Come i suoi colleghi nei Beatles, anche Ringo ha contribuito ad aspetti prettamente legati al suono e alla produzione del suo strumento, per esempio essendo tra i primissimi a cambiare l’accordatura dei tom da quella standard jazz a quella che oggi domina nella musica leggera, e a promuovere le sordine per la batteria per esempio usando fazzoletti per i tom e coperte per la cassa.

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