Mia Martini | Le canzoni più belle.

L’indimenticabile Mia Martini, da tutti chiamata Mimì è stata una delle più intense interpreti della musica italiana.

Una vita costellata da grandi successi

L’indimenticabile Mia Martini, da tutti chiamata Mimì è stata una delle più intense interpreti della musica italiana.

La sua grande estensione vocale e la sua grande capacità interpretativa sono stati gli elementi che la fanno considerare, ancora oggi, una delle più intense voci della musica italiana di tutti i tempi.mia-martini

Due gli album che vengono ritenuti dei capolavori e tra i più belli di tutte le produzioni discografiche italiane: Oltre la collina e il brano Padre davvero del 1971.

Capolavori come Piccolo uomoDonna solaMinuettoIl guerrieroInnoE stelle stan piovendoAl mondoDonna con teChe vuoi che sia se t’ho aspettato tantoPer amarti e La costruzione di un amore la legittimano  come protagonista della musica italiana negli anni settanta.

Sul finire degli anni settanta incontra due uomini che cambieranno la sua vita privata e professionale:  Charles Aznavour, con il quale nel 1978 è protagonista di un recital all’Olympia di Parigi e con Ivano Fossati.

Charles-Aznavour-Mia-Martini

Partecipa, nel 1982, al Festival di Sanremo con il brano E non finisce mica il cielo, scritto da Fossati, dove riceve il Premio della Critica, che viene istituito proprio per la sua intensa interpretazione e che dal 1996 anno successivo alla sua prematura scomparsa, prende il nome di Premio della Critica “Mia Martini”.

 

Nel 1989 ottiene, sempre sul palco dell’Ariston, un enorme successo con Almeno tu nell’universo.

 

Mimì: l’interprete raffinata ricercata dai più grandi autori di musica italiana.

Prosegue poi la serie di grandi successi come  Gli uomini non cambianoLa nevicata del ’56 e Cu’mme, in coppia con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello.

Il brano iconico che la porta a farsi conoscere al grande pubblico è stato in assoluto  Piccolo uomo, scritto da Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda, su musica di Dario Baldan Bembo.

 

Nel 1973 incide anche Minuetto, composto da Dario Baldan Bembo, con testo di Franco Califano che diventa in assoluto il brano più venduto di Mia Martini, disco d’oro e un disco di platino.

https://www.youtube.com/watch?v=a4EpyFbGWtE

Come accennato, sul finire degli anni settanta, durante il concerto televisivo in Francia, Mia Martini viene notata da Charles Aznavour, il quale viene colpito dall’intensità del suo stile interpretativo: il cantautore francese la vuole accanto a sé per una serie di spettacoli in duo da portare nei teatri, fra i quali il Sistina di Roma.

Sempre insieme ad Aznavour, debutta con grande successo all’Olympia di Parigi.

Nel 1979 Ivano Fossati scrive per lei La costruzione di un amore  che resterà  a lungo nel repertorio dell’artista.

 

Nel 1982 al Festival di Sanremo, Mimì interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo.

Sempre nel 1982 scrive uno dei suoi testi più validi, Quante volte, su musica e arrangiamento soft-funk di Shel Shapiro superando le 70.000 copie vendute.

Il ritorno al grande successo e l’apprezzamento della critica musicale.

Nel 1989 è il musicista e discografico Gianni Sanjust recupera ,per far partecipare Mia Martini a Sanremo, un vecchio brano inedito, scritto proprio per lei da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, Almeno tu nell’universo. L’interpretazione di Mia Martini entusiasma il pubblico e ottiene il Premio della Critica. Fu un vero successo.

Nell’estate del 1989 esce il brano Donna, scritto da Enzo Gragnaniello che decide di omaggiare Mimì scrivendo di getto uno dei primi brani esplicitamente incentrati sulla tematica della violenza fisica e psicologica sulle donne, e dando così inizio a una collaborazione che si protrarrà per diversi anni.

Nel 1990, al Festival di Sanremo, bissa il successo dell’anno precedente interpretando con la consueta classe La nevicata del ’56.

E’ del 1991 invece, il brano, in duetto con Roberto Murolo, Cu’mme (ancora di Enzo Gragnaniello). Il legame di Mia Martini con Napoli è molto forte. Agli inizi degli anni ottanta, infatti, ha iniziato una collaborazione professionale con Pino Daniele.

Nel 1992 è nuovamente al Festival di Sanremo con un altro dei suoi maggiori successi, Gli uomini non cambiano.

Nel 1993 duetta con la sorella Loredana Bertè, sempre a Sanremo, con la canone Stiamo come stiamo.

E’ del 1994 il suo ultimo album prima della scomparsa improvvisa nel 1995 ed è  La musica che mi gira intorno, in cui rilegge con grande forza interpretativa quelle canzoni che molti dei suoi autori preferiti avrebbero scritto in un momento di grande amore, o di grande fragilità, a prescindere dal loro impegno politico-social: Fabrizio De André (Hotel SupramonteFiume Sand Creek), Francesco De Gregori (Mimì sarà), Zucchero Fornaciari (Diamante), Vasco Rossi (Dillo alla luna), Lucio Dalla (Stella di mare), Eugenio ed Edoardo Bennato (Tutto sbagliato baby), e naturalmente Ivano Fossati con ben tre pezzi (La canzone popolareI treni a vapore, e La musica che gira intorno).

 

I riconoscimenti postumi: Un successo senza fine.

Per il 1996 era inoltre prevista anche una collaborazione con Mina: entrambe erano legate da un rapporto di amicizia e stima, più volte confermato dalla Martini nel corso degli anni. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell’album Pappa di latte, dove è inserita una sua personale versione di Almeno tu nell’universo.

Dal 1996 il “Premio della critica” del Festival di Sanremo è intitolato alla sua memoria, diventando così Premio della Critica Mia Martini,

Inoltre, le sono stati intitolati:

Innumerevoli gli altri artisti che l’hanno più volte ricordata in pubblico, talvolta dedicandole alcune loro interpretazioni di suoi grandi successi: tra gli altri: Tiziano Ferro, Franco Califano, Rossana Casale, Mimmo Cavallo, Adriano Celentano, Aida Cooper, Elisa, Fiordaliso, Rita Forte, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Marco Masini, Mietta, Mina (fu la prima a pochi mesi dalla scomparsa), Mariella Nava, Donatella Rettore, Ornella Vanoni, Antonello Venditti, Iva Zanicchi, Farida.

Nel 2006 Gilda Giuliani realizza Canto Mimì, un recital di circa due ore, che ripercorre cronologicamente la carriera musicale di Mia Martini. Si trovano dediche a Mia Martini anche in altri ambiti non strettamente musicali: nel 1995 le viene tributato un ricordo da parte di Giorgio Leone in “Memorie riscoperte. Opere d’arte restaurate dalle chiese della Maddalena e del Carmine”, catalogo di una mostra tenutasi a Morano Calabro, in calce alla scheda dei Paliotto veneziani del Redentore, da lui attribuiti a Francesco Guardi

Nel 2015 esce il libro-omaggio Mia Martini. Almeno tu nell’universo (Imprimatur), scritto da Salvatore Coccoluto, con interviste inedite a Leda Bertè, Enzo Gragnaniello, Mimmo Cavallo, Adriano Aragozzini, Gianni Sanjust. Nello stesso periodo Leda Berté, sorella maggiore della cantante, lancia una raccolta fondi per la realizzazione di un film sulla vita di Mimì uscito nel 2019.

 

 

Mia Martini, insieme ad altri grandi artisti italiani ed internazionali, fa parte della mia rubrica “L’artista della settimana“.

Nello scorso articolo ho parlato di Loredana Bertè

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